L’arte comincia dal riciclo
Ecco cosa dicono di noi su Metro:
Borse, cappelli e accessori vari realizzati con le stoffe di risulta delle grandi aziende. L’idea è delle Zirre, un’azienda a conduzione familiare che con tanta creatività e una buona politica di marketing riesce a vendere prodotti artigianali e made in Naples per poche decine di euro.
NAPOLI – Riciclare può essere un’arte. Ne sa qualcosa Paola Greco, che con i suoi figli Eleonora e Pierluigi e suo marito Giancarlo Frezza hanno dato vita a Le zirre, una linea di borse, cappelli ma anche capispalla e accessori realizza- ta interamente con il riciclo attivo se- guendo una formula semplicissima: lusso accessibile e ricarico minimo,ovvero,bor- se fatte a mano con tessuti pregiati a un prezzo alla portata di tutti. Un’azienda innovativa e al passo con i tempi che nei suoi due negozi (in Via Bisignano n. 68 e in Via Crispi n. 66) e nello store online (lezirrenapoli.it) pro- pone nelle sue colle- zioni uno stile giova- ne, coloratissimo e dinamico.
Ma chiediamo a Paola Geco, la creativa della famiglia e delle Zirre, di spiegarci meglio il concetto di riciclo attivo: «Molto sem- plice. Noi compriamo tutti tessuti di risulta dalle grandi aziende. Stoffe che non usano più perché la colle- zione è andata fuori produzione o per via di un surplus negli acquisti. Tutti tessu- ti che queste società sarebbero costrette a buttare e che invece vendono a noi a prez- zo ridotto».
Anziché un’economia vien da dire un rispar- mio circolare. «Esattamente. In questo modo ci gua- dagnano tutti: l’azienda prende soldi anziché spenderli in smaltimento, noi compriamo tessuti di ottima qualità a prez- zi molto convenienti e il cliente riesce a portarsi a casa una borsa di ottima ma- nifattura per poche decine di euro. Ma soprattutto ci guada- gna l’ambiente per- ché evitiamo che le discariche vengano riempite da tonnella- te di scampoli di tes- suti e diamo a queste stoffe una seconda vita. Praticamente siamo un’azienda da bollino verde».
E quanto si risparmia con il riciclo attivo? «Tanto. Per farle un esempio abbiamo delle sete crude che valgono 200 euro al metro e noi, con mezzo metro, riu- sciamo a fare una borsa che vendiamo a 40 euro. Si faccia due conti».
Un risparmio davvero notevole.
«Va detto che oltre al tessuto, con Le Zirre, abbiamo deciso di seguire la politica del rincaro mini- mo. All’inizio è stata dura, è vero, ma alla lunga paga perché la gente quando acqui- sta un buon prodotto al prezzo giusto tor- na, manda un’amica o un parente».
Secondo lei questa è la soluzione per tutte quelle botteghe che stanno chiudendo per via della crisi? «Secondo me sì. Io credo molto in que- sta filosofia, anche perché con noi ha funzionato. Altri- menti non avremmo negozi, dipendenti, uno store online e 40 rivenditori in Italia e all’estero».
Usate solo sto e per- chélapelleèpiùcara? «Sì, ma il fatto che nelle nostre linee non ci sia niente che provenga dagli ani- mali ci rende felici».
E quanto conta l’arti- gianato? «Tantissimo. I nostri prodotti sono tutti fatti a mano da due laboratori artigia- nali e poi abbiamo anche una fabbrica alla quale appaltia- mo alcune lavora- zioni. Ma va detto che tutta la nostra filiera non solo è artigianale ma an- che made in Naples. Compriamo qui per- sino i finimenti. Non acquistiamo nulla da fuori, uno scampolo di tessuto può veni- re da un’azienda di Como, ma all’estero non compriamo nul- la. Anche i cappelli che personalizziamo su manufatti vengo- no da Napoli».
Nelle vostre collezio- ni, che si tratti di bor- se o cappotti, si rico- noscono molti artisti. «La nostra prima li- nea era completa- mente ispirata a Piet Mondrian, con tutti quei colori ce l’ha servita su un piatto d’argento. Un’altra invece si rifaceva a Frida Kalho, ma dicia- mochelapopartèla mia musa ispiratrice. E parlando di quadri non bisogna dimenti- care che abbiamo re- alizzato anche borse con tele di quadri».
Le stesse che appen- diamo al muro?
«Sì, mio marito Gian- carlo fa il pittore e con lui abbiamo rea- lizzato la serie Paint, dipinta ovviamente a mano da lui».
Qual è la borsa che funziona di più?
«La maxibag, le don- ne non sanno rinun- ciarci».
E gli uomini cosa pre- feriscono?
«Il monospalla, la polsiera e ovviamen- te lo zaino».
A quando la vostra prossima collezione? «A settembre andre- mo all’Homi a Mila- no».

